Commento al libro "SOLAMENTE VITA
QUEI MISTERI APPENA ACCENNATI E SVELATI A POCO A POCO
Non è il solito “amarcord”, non induce alla nostalgia del “Come si stava meglio quando si stava peggio”, non c’è accenno di retorica né di autocompiacimento……Racconta vicende del secolo scorso tratteggiando profili psicologici interessanti, che inducono a riflettere sui diversi modi di reagire delle persone di fronte alle avversità, su una “cultura contadina” che, a suo modo, forniva strumenti per affrontare le durezze della vita. Ma soprattutto ha una costruzione interessante, ben riuscita, che tiene il lettore incollato al libro in attesa di scoprire quel segreto a cui il racconto appena accenna e ti chiedi: “ Ma alla fine ci dirà dov’è finita Nina?”.
Ma quello di Nina non è l’unico “mistero” del romanzo. Fin dalle prime pagine l’autrice semina qua e là piccoli misteri, piccole contraddizioni, tanto che il lettore pensa di aver capito male, torna indietro, rilegge e resta un po’ disorientato, Poi, andando avanti, l’apparente contraddizione si svela…….
Insomma davvero un bel romanzo, avvincente e “ricco”, nel senso che offre un quadro davvero interessante della vita contadina nel secolo scorso. Un libro dalla forte valenza antropologica, nel senso che consente di comprendere non solo come si viveva, come si lavorava, ma come si pensava, la mentalità che permeava e guidava le azioni quotidiane.
Un libro che sembra essere uscito dalla penna di una scrittrice “navigata”, mentre è la prima opera, più che promettente, dell’autrice
Luigina Ambrogio
Da “LA FEDELTA’ del 28 ottobre 2009
Commento al libro "Solamente vita"

